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Cosa vedere a Montmartre: itinerario a piedi in 10 tappe

Dici Montmartre e nella mente prende forma lo scenario Parigino per eccellenza (ed è subito Il magico Mondo di Amelie, uno dei miei film preferiti in assoluto). Quasi un piccolo mondo a sé che, anche se negli anni è diventato ahimè un cliché assediato da masse di turisti e ha perso molta della sua autenticità, conserva ancora il fascino del suo periodo aureo: rifugio di poeti maledetti e artisti di strada, misterioso e dissoluto dove i cabaret e l’intrattenimento a luci rosse hanno dato spettacolo negli anni. Non dimentichiamo inoltre che si arrampica su una collina sopra Parigi e regala quindi (anche se con un pò di fatica) viste incredibili sulla città in uno scenario che ha un che di campagnolo (sarà forse per il vigneto storico e per i mulini?). Ecco qui, quindi i miei consigli su cosa vedere a Montmartre in un itinerario a piedi in 10 tappe imperdibili, fattibile in mezza giornata.

Montmartre: itinerario a piedi in 10 tappe

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Si parte dalla Metro Lamarck – Caulaincourt, che prende il nome dalle due strade che si incrociano e portano lungo Avenue Junot.

Prima tappa: Avenue Junot

Viale tranquillo e curvilinio che, nel sali e scendi lungo la collina, tra le scalinate e i lampioni, regala scorci incredibili su Parigi. Se osservate bene troverete delle chicche: al civico 1 c’è un teatro rimesso in sesto negli anni ’80 appositamente per girare film, al n. 15 la residenza di Tristan Tzara, poeta appartenente al movimento dadaista e al n. 39 l’Hotel in cui Edith Piaf incontrava i suoi amanti. Siamo o non siamo d’altronde nel Quartiere più bohemienne di Parigi?

Dove alloggiare a Montmartre (ossia la seconda tappa di questo itinerario)

La seconda tappa di questo itinerario a piedi a Montmartre e possibile alloggio se si vuole soggiornare in zona è l’Hotel Particulier Montmartre: una dimora Ottocentesca  di grandissimo fascino che fu la residenza della Famiglia Hermes. Oggi si è trasformata in un Boutique Hotel (che vi ho segnalato nel mio articolo Hotel di Charme a Parigi) con 5 Suite/appartamento e giardini disegnati dal famoso paesaggista Louis Benech e che ospita inoltre un ristorante raffinato, Le Grand Salon e il cocktail bar Tres Particulier che spesso ospita dj set e spettacoli dal vivo.

Terza, quarta e quinta tappa: storia e atmosfera di campagna

Proseguiamo verso Villa Leandre: un bucolico vicolo cieco che sembra un paese di campagna con case di mattoni e porte dai colori vivaci. Girato l’angolo ecco apparire il famoso Moulin de la Galette, mulino storico che risale al 1622, soggetto molto amato da artisti e pittori. Oltre a produrre galettes con i suoi macinati e’ stato teatro di una sala da ballo/cabaret frequentata da creativi, borghesi e lavoratori che qui si concedevano svago e serate alcoliche. Il vino veniva prodotto poco più avanti nella Vigne de Montmartre. Oggi, l’antico vigneto parigino produce circa 500 litri di vino chiamato Clos Montmartre. Se il vino non è un granché è sicuramente peculiare il posto così come la festa dedicata alla vendemmia che anima la collina il secondo fine settimana di Ottobre.

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Sesta, settima e ottava tappa: le zone più fotografate (e assediate da turisti) di Montmartre

Tra Rue de l’Abreuvoir e Rue des Saules ecco il bistro rosa più famoso (e oggi fotografato) di Parigi: La Maison Rose. La sua storia risale, sebbene l’anno di costruzione sembra risalire al 1850, a quando nel 1905 l’acquistò Laure Germaine Gargallo, moglie del pittore Ramon Pichot e modella di Pablo Picasso, nonché sua ex amante. E’ lei che decide di colorarla di rosa e di dipingere gli infissi di verde che così perfettamente s’intonano alla villa in Art Decò che la sovrasta, resa memorabile tra l’altro, dall’edera rampicante. Per anni La Maison Rose fu frequentata dagli artisti di Montmartre. Oggi è tornata al suo colore originale (negli anni ’80 qualcuno l’aveva ridipinta di bianco – sciagura – ) e ospita un bistro di cucina italiana e francese.

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Da qui si sale verso l’affollatissima Place du Tertre in un passaggio quasi obbligato tra i vicoli che brulicano di negozietti turistici pressochè uguali. La Piazza è presidiata a tutte le ore del giorno da artisti di strada e ritrattisti che rendono quest’angolo particolarmente affascinante per il People watching.

Si arriva così alla Basilica del Sacre Coeur. Potete entrare, salire sulla cupola ma in ogni caso il paesaggio che si estende sotto le sue scalinate, con una visuale su tutta Parigi, è per me, sempre lo spettacolo più incredibile. Dalle scalinate, scendendo, guardate verso sinistra e non dimenticate di fare una foto alla Casa Obliqua!

Nona e decima tappa: si scende verso Pigalle!

Per rimanere in 10 rigorose tappe vi risparmio tutti i negozietti vintage e i bar che troverete in questa zona, scendendo la collina. Lascio a voi la sorpresa di scoprire e curiosare. Si trovano delle chicche interessanti che si fanno largo tra le classiche ‘trappole per turisti’. Vicino alla metro Abbesses fate la cosa per una foto ricordo davanti al muro del Je T’Aime. 40 metri quadri e 311 lingue e dialetti in cui dire, appunto, Je T’Aime. Concludiamo sconfinando a Pigalle, dove vi consiglio assolutamente di prenotare la vostra serata al Moulin Rouge. Luogo iconico che oggi non vive di solo can can (che rimane comunque una delle mie parti preferite di tutto lo show!). Sul sito potete prenotare i biglietti in alcuni orari e in abbinata o meno con la cena. Il mio suggerimento in realtà è di cenare prima e di arrivare per lo spettacolo, da godere rigorosamente con una bottiglia di Champagne. Un tripudio di costumi, colori, bellezza, musica, danza, teatro e sano cabaret (io ho avuto la fortuna di andarci 2 volte e Feerie, lo show che era in scena, è stato travolgente!).

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